iOS 7 è waterproof: la bufala annega gli iPhone

iOS 7 rende impermeabile gli iPhone: centinaia di utenti cascano in una bufala da social network e immergono gli smartphone in acqua.

Se aggiorni il tuo iPhone a iOS 7, lo smartphone diventa waterproof: quando la realtà supera la fantasia.

I Darwin Awards rischiano quest’anno di dover inaugurare la categoria dell’involuzione collettiva.  Una simpatica bufala sulle funzioni speciali di iOS 7 si trasforma infatti in tragedia tecnologica: molti possessori di iPhone hanno annegato i loro smartphone per verificare la mirabolante opzione “waterproof” del nuovo firmware

Il tutto nasce da una battuta condivisa su Twitter. Uno scherzo a cui però centinaia di utenti hanno creduto senza nemmeno farsi sfiorare dal dubbio si trattasse di un’evidente boutade, così come lo stesso social network del cinguettio conferma.

La simpatica bufala, corredata da un’infografica in pieno stile Apple, spiega come l’installazione di iOS 7 attivi un segreto “smart-switch” nel dispositivo, un sensore che permette di rilevare la presenza di acqua, ridurre al minimo la tensione elettrica e di poter utilizzare iPhone e iPad anche a bagno. Sebbene appaia evidente come un software non possa rendere l’hardware impermeabile per magia, in molti non hanno resistito al tentativo di inviare un SMS in immersione. Il risultato? Centinaia di device defunti e altrettante persone derise sui social.

«Chiunque abbia detto che iOS 7 fosse waterproof, può fo*****i»: è questo il tweet più condiviso sul microblogging, a cui si aggiungono un’infinità di varianti tra la rabbia e la delusione, fra lo shock e le crisi di pianto. Tanti gli adolescenti vittime della burla, molti dei quali passeranno le prossime due settimane chiusi in cameretta perché puniti dai genitori per la loro palese ingenuità, mentre il target globale è spiccatamente statunitense. Certo, la bufala è in inglese ed è quindi ovvio che a cascarci siano soprattutto gli utilizzatori anglofoni, tuttavia non sembrano essersi registrati particolari casi oltre i confini USA, nemmeno nel Regno Unito e in Australia per ovvia affinità linguistica.

Come lecito attendersi, una parte consistente dei messaggi è composta da interazioni false, pubblicate per sberleffo dai divertitissimi lettori di passaggio.

Nonostante lo scherzo sia ora palese e abbia conquistato le prime pagine di ogni testata tecnologica che si rispetti, la caccia al Darwin Award non è però ancora conclusa: si attende con impazienza l’emersione del primo caso italiano. Da quale provincia proverrà il primo iPhone tricolore messo a mollo?

Sorgente: www.webnews.it

 

 

 

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