Le Startup della tecnologia agraria in Italia

Le startup legate alla neoruralità

C’è un movimento globale dove gli imprenditori stanno sviluppando tecnologie che aiuteranno a conservare e rafforzare i sistemi alimentari locali.

Stanno creando di tutto, dai sensori a software che aiutano gli agricoltori a progredire ai mercati online che permettono di vendere direttamente ai consumatori. Quindi non dovrebbe essere una sorpresa che questo movimento sta prendendo piede anche in Italia, un paese con un gran rispetto per le sue tradizioni culinarie.

Le Startup della tecnologia agriculturale in Italia - SceltaChiara Blog

 

Possiamo dire che in Italia sono 100/150 aziende alimentari e compagnie agricole.

Questo sviluppo pero è ancora ai primi passi perché l’adozione rurale della tecnologia in Italia è piuttosto limitata, come il finanziamento di rischio o qualsiasi tipo di finanziamento.

Per affrontare queste sfide, Giordano e Francesco Martusciello, co-fondatore di Gaff e Grotta Del Sole, hanno assicurato un sovvenzione di 1.2 milioni di euro da parte del governo per lanciare Rural Hub, un incubatore fisico e virtuale di imprese che offrirà startup rurali; tutoraggio, ricerca e contatto con finanziatori.

Rural Hub ha organizzato il 13 Ottobre un’esposizione all’Internet Festival per promuovere la comunità delle imprese in questo settore.
Tra i protagonisti del Festival possiamo menzionare Andrew Keen, Elserino Piol, Carlo De Benedetti, Renato Soru, Bruce Sterling, Jaromil, Nathan Jurgensson, Frieda Brioschi, Jeffrey Schnapp, Evgenj Morozov, John Grant, Michel Bauwens, Danielle Gould, Michele Vianello, Vincenzo Susca, Iñigo de La Serra, il presidente toscano Enrico Rossi, Lucia Annunziata, il ministro Maria Chiara Carrozza, Sergio Givone, Marino Sinibaldi, David Riondino.

Di seguito una selezione di alcune startup più promettenti:

jenuinō permette ai suoi clienti di supportare i produttori e scoprire cibo sano. La startup ha un sistema di raccomandazione che costruisce profili per i suoi utenti per offrire un’esperienza personalizzata, e prevede di espandere le sue operazioni attraverso un modello di franchising.

SmartGround aiuta gli agricoltori ad ottimizzare la gestione agricola attraverso i suoi sensori e piattaforme software. In particolare, la tecnologia si concentra sul miglioramento dell’uso dell’acqua e del monitoraggio dei raccolti tramite sensori.

GoodMakers è una piattaforma e-commerce che vende solo vini di produttori che valorizzano il territorio e proteggono e mantengono in vita un antico mestiere di passione, rispetto e amore per la terra. Il suo obiettivo è quello di evidenziare grandi produttori, collegarli con i consumatori riducendone le distanze, la filiera per rendere i loro vini più accessibili. Goodmakers è anche la costruzione di un spazio fisico e virtuale per condividere e conservare la conoscenza e le tradizioni d’Italia.

Quicibo permette agli utenti – consumatori e ristoranti – di cercare prodotti locali e di acquistare direttamente dai coltivatori. La startup ha molte caratteristiche sociali per incoraggiare gli utenti a discutere i loro prodotti preferiti e condividerli con i propri amici.

Gnammo mira ad essere l’ “AirBnB del cibo”. Il mercato sociale consente agli utenti di organizzare di comprare o di trovare eventi culinari.

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