Verso l’Ipo di Twitter: quando i social network arrivano in Borsa

I social network arrivano in Borsa

Twitter riapre il capitolo della quotazione dei social network in anticipo rispetto a quanto previsto.

social network, arrivano, in borsa, facebook, twitter, linkedInTwitter fin dalla nascita era progettato per l’uso da dispositivi mobili e ha elaborato messaggi promozionali racchiusi nello spazio di un micropost. L’amministratore delegato Dick Costolo ha investito su molti fronti: social data mining, accordi con i network televisivi, alleanze con gruppi pubblicitari. Twitter è diventato lo spazio di conversazione delle elite globali ed entra nel dibattito quotidiano fino a costruire un luogo di confronto per i decision maker. Più di altri grandi social network ha sviluppato un’integrazione profonda con altri media come quotidiani e blog.

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Arriva Twigis, il social network tutto per i bambini

Finalmente un social network per i bambini

Twigis è una novità arrivata nel panorama di educazione digitale per i giovani del web italiano. Un social network e portale di informazione e divertimento per bambini tra i 6 e i 12 anni.

News selezionate, chat controllate, giochi e una moderazione costante e filtrata, forum su temi adatti.

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La piattaforma è nata in Israele con un investimento di 7 milioni dollari e conta nel mondo già 4 milioni di utenti unici (è già attiva in Russia, Turchia e Sud America). In Italia è stata sviluppata in collaborazione con Rcs.

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Amici insolventi su Social Network? La banca non ti dà il prestito

Attento a chi aggiungi come amico nella tua rete social

Sempre più istituti di credito in Stati Uniti setacciano i profili dei clienti sui social network. Se dalle verifiche risulta magari che i amici nei social network sono cattivi pagatori, allora niente mutuo per il cliente. Anche Twitter e LinkedIn sono coinvolte nella schedatura. Un’intensa attività sulle piattaforme avvolte è indicatore di stabilità economica.

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Hai un amico insolvente su Facebook? Ci spiace, allora niente mutuo. Numerose banche americane hanno sviluppato  un innovativo e discutibile metodo d’indagine per valutare se concedere o meno un prestito a un cliente.

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Italiani, abbiamo tanti smartphone ma scarichiamo poche app

Tanti smartphone ma poche app

Una classifica ci fa fuori dalla top ten dei Paesi in cui gli utenti scaricano più applicazioni per i telefoni. In testa la Corea del Sud con 40 app per ogni utente, davanti a Svizzera e Svezia. Nonostante un indice di penetrazione fra i più elevati del mondo, i nostri potenti dispositivi, ormai oltre il 60% del totale dei cellulari, rimangonono sottoutilizzati.

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Non tutti i telefonini che abbiamo in tasca sono potenti smartphone.    Per arrivare a questo traguardo c’è ancora molta strada da fare. Anche se la fetta di chi li usa è in piena espansione (siamo oltre il 60 per cento di possessori contro, per dire, il 53 degli americani). Anche perché ormai si può comprare un buon dispositivo di fascia medio-bassa senza indebitarsi. Continua…

Italiani web-dipendenti più “social” degli americani, boom di anziani su Facebook e Twitter

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Ormai siamo web-dipendenti. Secondo una ricerca di LiveXtension gli italiani sarebbero più “social” degli americani. Nel nostro Paese i social network sono utilizzati dal 75% della popolazione internet, di poco superiore agli Stati Uniti fermi al 72%.

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